Il Genogramma

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Il genogramma

Il Genogramma è uno strumento che consente di rappresentare il quadro completo di un sistema familiare considerando almeno tre generazioni.
È una tecnica che, attraverso la rappresentazione grafica, supporta il racconto della storia di una famiglia.
Il Genogramma è principalmente utilizzato in ambito clinico al fine di comprendere la storia di un individuo, di una coppia o di una famiglia a partire dalle loro più recenti discendenze.
L’utilizzo del Genogramma nell’ambito della ricerca è limitato, nonostante se ne riconosca l’importanza.
È un disegno che vanta una sua simbologia e pertanto richiede esperienza ed esercizio per poter essere appreso.
L’intervista del Genogramma può essere condotta anche da un operatore, che non ha necessariamente competenze terapeutiche.
Tradizionalmente tale strumento è stato adottato nell’ambito della terapia familiare da specialisti, in grado di effettuare una valutazione clinica e diagnostica.
Se si vuole imparare ad utilizzare questo strumento, il suggerimento è, per tutti, di effettuare uno specifico training di formazione.


Definizione e cenni storici

Il Genogramma è uno strumento attraverso il quale un individuo descrive lo sviluppo storico della propria famiglia. Per definizione è un diagramma delle relazioni della famiglia estesa, che include almeno tre generazioni (Andolfi, 2003).
Silvana Montàgano (1989) definisce lo strumento del Genogramma come: “Una forma di rappresentazione dell’albero genealogico che registra informazioni sui membri di una famiglia e sulle loro relazioni nel corso di almeno tre generazioni. Esso mette in evidenza graficamente le informazioni della famiglia, in modo da offrire una rapida visione di insieme dei complessi patterns familiari”.
Secondo Cardinali (2003) “Il Genogramma rappresenta, in maniera grafica, un insieme di persone, in relazione tra di loro, che appartengono alla medesima storia familiare”.
Nelle definizioni riportate, si può cogliere la funzione principale del Genogramma, ossia quella di rappresentare graficamente le relazioni tra i membri di un sistema familiare al fine di coglierne i rapporti e le dinamiche.
L’interesse per la ricerca delle origini familiari emerge fin dall’antichità. Il mondo biblico, per esempio, è caratterizzato da minuziose storie di discendenza tra stirpi.
Il senso di appartenenza sembra essere stato la forza propulsiva della ricerca delle proprie origini a livello familiare. Il Genogramma è uno strumento che si fa strada a seguito della rappresentazione grafica di una stirpe attraverso l’albero genealogico.
Mentre l’albero genealogico rappresenta la struttura della famiglia con i legami di parentela che intercorrono tra i suoi membri, il Genogramma, a partire da questa struttura, evidenzia le relazioni tra i membri, si occupa di quanto i legami affettivi interferiscono nella storia di vita del singolo individuo, tiene conto dei significati che
ciascuno attribuisce ai ruoli che rivestono i vari componenti del sistema familiare, offre una visione d’insieme delle complesse dinamiche familiari.
La tecnica del Genogramma nasce nell’ambito della terapia familiare con Murray Bowen nel 1979.
Attraverso lo studio degli alberi genealogici di diverse famiglie, egli ha riscontrato l’analogia di alcuni processi e ha rilevato la trasmissibilità di alcune caratteristiche familiari da lui definite modelli di base generalizzabili.
Tali modelli, secondo l’autore, si possono trasmettere da una generazione all’altra. In base alla sua teoria, la malattia psichica è il risultato di un processo plurigenerazionale, che trova la sua origine in una scarsa o manchevole differenziazione del Sé nell’ambito familiare.
Attraverso l’uso del Genogramma, Murray indica la possibilità di evidenziare alleanze o distanze relazionali, che consentono di rilevare il grado di “fusione emozionale” o “disintegrazione” esistente tra i membri di una famiglia, al fine di programmare un appropriato intervento terapeutico.
McGolrick e Gerson (cit. in Montàgano,1989), pur partendo dal filone di Murray, si sono discostati dal concetto di differenziazione del Sé, sottolineando, nella loro analisi dei genogrammi, le ridondanze che si colgono nelle storie familiari, evidenziando le modalità di risposta agli eventi vissuti da almeno tre generazioni.
Essi, attraverso l’utilizzo di un questionario molto preciso e dettagliato, si sono posti l’obiettivo di schematizzare il Genogramma mettendo in evidenza gli elementi passibili di quantificazione.
Ellen Wachtel (cit. in Andolfi, 1988) ha utilizzato il Genogramma come strumento per far emergere i sentimenti delle persone e la loro interpretazione soggettiva della realtà. Non lo ha considerato solo un metodo per raccogliere informazioni oggettive, ma anche una tecnica proiettiva utile a tracciare una sorta di mappa dell’inconscio.
Secondo tale prospettiva, a livello terapeutico, il Genogramma offrirebbe la possibilità di far rivivere il proprio passato, di suscitare emozioni, di far emergere elementi rimossi o rimasti in ombra nel contesto delle relazioni con la famiglia di origine, permettendo la scoperta e la ridefinizione di eventi importanti e dei nessi che li collegano.
Altri due autori, che si sono occupati dello strumento del Genogramma, sono Hof e Barman (cit. in Andolfi, 1986), i quali sostengono che la tecnica del disegno del Genogramma permetterebbe di organizzare il materiale, conservandone una visione più distaccata e facilitandone uno sguardo più obiettivo e razionale, offrendo la possibilità di calibrare le emozioni con il procedere del racconto.


Funzione e rilevanza

Il Genogramma presenta un’immagine del sistema familiare che è allo stesso tempo attuale, storica ed evolutiva.
La funzione di attualità deriva dal fatto che esso permette di considerare, attraverso una prospettiva che fa riferimento al presente, il significato che possono avere nel qui ed ora le vicende che hanno coinvolto le varie generazioni.
La funzione di storicità è legata al fatto che, nel momento in cui la memoria diviene attuale, consente di individuare le linee portanti che hanno guidato i comportamenti di un singolo individuo e/o del suo sistema familiare.
La funzione evolutiva riguarda il fatto che la rilettura della propria storia familiare, operata attraverso il Genogramma, consente di riappropriarsi di elementi significativi e di recuperare una precisa memoria storica che può consentire, grazie a tutti gli elementi acquisiti, la programmazione di un progetto di vita migliore.
Il Genogramma, grazie alla sua triplice rilevanza, permette di tracciare in maniera completa la storia e il significato di un sistema familiare esteso.
A livello strutturale, la rappresentazione della famiglia che appare nel Genogramma non rispecchia solo i ruoli istituzionali dei vari componenti, ma oltrepassando il concetto dell’appartenenza attraverso i vincoli di sangue, può includere quelle persone che hanno rivestito nel ciclo vitale della famiglia una significativa importanza, coincidente con un ruolo "istituzionale" (ad esempio un amico può rivestire un ruolo fraterno, una nonna un ruolo materno, ecc.).
A livello funzionale, vengono riportate le modalità con le quali il sistema ha gestito, nel corso del tempo, i singoli eventi del ciclo vitale e gli avvenimenti cruciali che hanno determinato importanti cambiamenti nell’esistenza di singoli membri. Questa funzionalità si può evidenziare mediante l’osservazione del ripetersi e ripresentarsi
di certi comportamenti nel corso della storia della famiglia.
A livello relazionale, il Genogramma consente di focalizzare l’attenzione sulle relazioni del "qui e ora", nel loro significato attuale, ma anche in una prospettiva storica ed evolutiva. Inoltre, le informazioni raccolte, vanno lette in termini relazionali; ciò significa, fondamentalmente, trovare nei dati raccolti somiglianze e differenze tra le generazioni, alla luce di particolari coincidenze ed in presenza di analoghi o differenti modelli e stili relazionali.


Il Genogramma nella prassi clinica

Il lavoro sul Genogramma offre una guida alla costruzione di un "oggetto" di conoscenza condivisa su ciò che sta accadendo, o che è accaduto, nella complessità di una storia familiare.
L’utilizzo del Genogramma nella terapia familiare e di coppia tende a visualizzare le rappresentazioni interne che della famiglia hanno i singoli individui.
È, inoltre, utilizzato come momento di chiarificazione delle tematiche relazionali e può servire come mezzo per sbloccare la comunicazione all’interno del gruppo familiare o della coppia, o per coinvolgere l’intero sistema nel processo terapeutico.
Nel caso della coppia o della famiglia, ciò che viene indagato sono le memorie congiunte, ossia una combinazione di ricordi e percezioni dell’uno e dell’altro componente della famiglia, sulle quali ci può essere accordo o disaccordo, esplicito e non.
L’intervistatore dovrà annotare, attraverso l’osservazione diretta, la suddivisione dei ruoli (chi prende la parola, chi si ritiene la memoria del gruppo, la presenza o l’assenza di rispetto per il racconto degli altri, chi parla viene ascoltato con curiosità o con squalifica).
Nell’arte-terapia individuale il Genogramma rappresenta un utilissimo strumento per aiutare il paziente a prendere consapevolezza delle proprie origini e dei percorsi attraversati nel corso della vita da lui e dalla sua famiglia e ad individuare elementi di ciclicità.
Sia nella terapia familiare che di coppia e individuale, il Genogramma rappresenta uno dispositivo utile, sia come strumento di valutazione che come strumento terapeutico.
Nel primo caso, consente di raccogliere informazioni sulla storia della famiglia e del singolo individuo, al fine di evidenziare e comprendere le particolarità del sistema familiare.
Nel secondo caso, permette una riflessione e revisione della propria storia familiare.
Attraverso un’evidenza grafica, i dati possono essere riorganizzati e connessi tra loro attraverso ipotesi, che apriranno alla conversazione terapeutica.
Un Genogramma realizzato con ascolto e rispetto, nutrito con domande, riflessioni e connessione tra dati, permette di evidenziare modelli di funzionamento significativi e di generare nuovi racconti di vita, offrendo possibilità per ri-significare quanto vissuto e in questo modo di generare cambiamento.
Grazie alla costruzione partecipata e alla conoscenza condivisa, il Genogramma diventa una componente utile per mediare l’incontro terapeutico e creare “relazione” tra paziente e terapeuta.


L’intervista

La costruzione del Genogramma si sviluppa attraverso la raccolta di informazioni che vengono riportate in uno schema grafico, che consente di ordinarle in forma sintetica, completa ed essenziale.
L’intervista basata sul Genogramma si svolge attraverso un colloquio aperto della durata di circa 1 ora e ½ o 2, attraverso il quale si ottengono il disegno del Genogramma comprensivo di almeno tre generazioni e la storia della famiglia.
L’intervistatore chiede la disponibilità alla persona intervistata di raccontare la propria storia familiare. La persona viene avvisata anticipatamente della durata dell’intervista e del metodo che verrà utilizzato durante il colloquio.
L’intervistatore si servirà di domande non strutturate lasciando libera la persona di raccontare la sua storia familiare.
È importante porre la persona a proprio agio, assicurandosi che non ci siano interruzioni durante lo svolgimento dell’intervista.
Può essere utile registrare l’intervista, per questo si dovrà chiedere il consenso alla persona intervistata.
A seconda degli obiettivi del colloquio o della ricerca, è possibile calibrare le domande che si intendono porre.
Se, ad esempio, l’intenzione è quella di conoscere le storie di famiglie immigrate, l’intervistatore porrà attenzione a rilevare i flussi migratori, che hanno caratterizzato la famiglia; se invece l’interesse è quello di conoscere come la famiglia ha vissuto la coniugalità, le domande possono essere indirizzate ad esplorare la storia delle coppie presenti nel Genogramma.
In generale, esistono delle aree specifiche di indagine.

Nell’elenco che segue viene riportata una sintesi delle principali piste da seguire:
• Ordine e data di nascita dei vari membri
• Genere di lavoro
• Profilo degli stili di vita
• Intimità e distanza nelle coppie
• Contatto emotivo con le famiglie estese
• Località e cambi di residenza
• Acquisto di una casa
• Successi e insuccessi professionali
• Nascite
• Gravi malattie
• Morti
• Aspettative prima e dopo la nascita di un figlio
• Vicinanza emotiva tra ciascun genitore e figlio
• Mutamenti nelle relazioni coniugali
• Funzionamento della famiglia rispetto ai conflitti coniugali e alle disfunzioni di un coniuge o di un figlio
• Frequenza e tipo di contatti tra i componenti
• Modelli complessivi e generali di funzionamento familiare


Interpretare un Genogramma

Il Genogramma rappresenta uno strumento elettivo per elaborare ipotesi, che considerano le relazioni trigenerazionali, come il principale punto di partenza per la comprensione del contesto emotivo-affettivo, in cui il soggetto ha sperimentato il proprio sviluppo.
La codifica delle informazioni raccolte attraverso il Genogramma è legata ai riferimenti teorici scelti dal ricercatore o dal clinico.
La lettura del Genogramma è connessa agli obiettivi terapeutici, alla motivazione per la quale si è scelto questo strumento d’indagine, ai contenuti specifici che si vogliono esplorare, al tipo di sistema familiare, ecc.
In generale, al di là dell’approccio teorico che si utilizza per interpretare un Genogramma, alcuni aspetti meritano di essere presi in considerazione.
Nella lettura del disegno e codifica dell’intervista, si dovrebbero tenere presenti gli eventuali schemi familiari, ossia i comportamenti ricorrenti, che si ripetono nel tempo, messi in atto dalle persone in contesti simili.
Un altro importante aspetto è legato ai ruoli assunti dalle persone (legati al genere sessuale, al contesto, alle aspettativi di altri membri, ecc.).
Dalla lettura del Genogramma dovrebbero emergere le strategie più comunemente utilizzate (riguardo all’attaccamento, alla disciplina, alla comunicazione, ecc.).
All’interno del Genogramma è, inoltre, possibile rintracciare credenze e sistemi di valori, che orientano o meno comportamenti e schemi familiari.
È fondamentale capire quali sono le aspettative riguardo l’adempimento di un ruolo e il rispetto di una credenza; comprendere se ci sono stati comportamenti trasgressivi, tentativi di emancipazione, come il sistema o i singoli hanno reagito di fronte ad alcuni specifici avvenimenti.
L’interpretazione del Genogramma è legata alla definizione di questi aspetti, che probabilmente appaiono, agli occhi del soggetto intervistato, come nuovi elementi di comprensione della propria storia di vita.


Costruire un Genogramma

Attraverso il disegno del Genogramma si evidenziano la struttura della famiglia dell’intervistato, il numero delle persone che la compongono e i legami di parentela che li uniscono.
Si parte dal rappresentare l’intervistato ed i suoi genitori biologici.
Successivamente si inseriscono i fratelli biologici.
Si passa poi dalla linea orizzontale a quella verticale, generazionale, rappresentando le famiglie di origine dei genitori ed eventualmente dei loro nuovi partner.
Dopo aver rappresentato l’impalcatura dell’intero sistema familiare, si chiede all’intervistato, per ogni persona identificata, di specificare il nome, l’età, il genere e la professione.
Successivamente si chiede di riportare il tipo di relazione che c’è tra i vari membri: filiazione, convivenza, frequentazione, matrimonio, separazione, divorzio.
Vanno inserite anche le date dei matrimoni, delle separazioni, dei divorzi, delle nuove unioni, distinguendo l’inizio della relazione/convivenza dai successivi matrimoni, quelle delle eventuali morti e di altri eventi ritenuti critici e significativi dall’intervistato.
Disegnare un Genogramma significa riprodurre graficamente un sistema familiare attraverso simboli, che rappresentano i vari membri, linee che indicano le relazioni esistenti e segni che riportano il tipo di relazione.


I simboli

I soggetti di sesso maschile vengono graficamente rappresentati attraverso un quadratino, mentre quelli di sesso femminile con un cerchio.
Al centro di ogni quadrato o cerchio sono riportate le età, sotto i nomi dei soggetti, sopra (a destra del simbolo) le professioni.

Per distinguere l’individuo intervistato dagli altri membri, si utilizzano quadratini concentrici se maschio, cerchi concentrici se femmina.


Le linee

Per definire un rapporto di convivenza o frequentazione viene utilizzata una linea orizzontale tratteggiata, mentre per rappresentare un rapporto matrimoniale viene adoperata una linea orizzontale continua.
Due lineette parallele messe di traverso sulla linea orizzontale indicano che i coniugi sono separati o divorziati.
I figli vengono rappresentati attraverso una linea verticale discendente dalla linea orizzontale di relazione tra due individui.
L’ordine di nascita tra fratelli viene rappresentato inserendo i fratelli maggiori alla sinistra del soggetto intervistato e i fratelli minori alla destra.
Le date relative all’inizio della relazione, della convivenza, all’anno del matrimonio, della separazione o del divorzio, sono riportate in rosso al di sopra della linea che definisce il tipo di relazione tra i due individui.


I segni

Nello stesso disegno dove vengono riportati i simboli che descrivono l’impalcatura del sistema familiare, può essere evidenziata con segni convenzionali la qualità delle relazioni di cui il soggetto parla. Le relazioni significative vengono in genere indicate con una linea continua che unisce i personaggi interessati.
Il racconto del soggetto intervistato può contenere riferimenti ad altri tipi di relazioni delle quali può essere importante riportarne la qualità. Una relazione conflittuale può essere rappresentata unendo i personaggi interessati al conflitto con una linea, che sarà a sua volta spezzata da una lineetta.
Se nel racconto del soggetto viene riportata una relazione che rappresenta un’alleanza, questa può essere indicata con una linea doppia che unisce gli interessati.
Se il racconto, invece sottolinea un forte disaccordo, questo può essere rappresentato attraverso una linea tratteggiata


Le famiglie ricomposte

Nel caso delle famiglie ricomposte, si chiede all’intervistato di identificare i nuovi nuclei familiari che si sono formati dalla separazione-scissione del nucleo originario, facendo particolare attenzione nel distinguere quelli mono-genitoriali da quelli ricostituiti.
In questo caso, i nuovi partner vengono disegnati in ordine di comparsa, prendendo come punto di riferimento il centro del diagramma e spostandosi orizzontalmente verso i margini laterali del foglio.
Inoltre, può essere importante rappresentare eventuali nuclei che si sono formati in seguito alla separazione dei genitori e quelli che si sono creati dopo la formazione di una famiglia ricostituita.
In questo caso, con una linea tratteggiata, si includono i membri appartenenti ad un nuovo nucleo dopo la separazione e prima della ricostituzione di una nuova famiglia e, con una linea continua più spessa, i membri che fanno parte di una famiglia ricostituita.
Con la linea spessa tratteggiata si può rappresentare un nucleo familiare ricostituito e a sua volta sciolto.

 

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