Se il marito non è fedele

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Una donna di 52 anni mi chiese una consulenza. Quando entrò mi sembrava molto agitata. Mi disse che era una casalinga, sposata con due figli, di 25 e 30 anni. Era orgogliosa di loro, entrambi lavoravano ed erano indipendenti.
Suo marito era un medico conosciuto e apprezzato, che lei amava e stimava molto, ma che non riusciva proprio ad esserle fedele. Negli ultimi anni di matrimonio, la donna aveva scoperto almeno cinque presenze femminili diverse nella vita di suo marito.

Mi diceva che si prodigava per il benessere dei suoi pazienti, era molto dedito al lavoro e nei ritagli di tempo, dimostrava più attaccamento del dovuto nei confronti della sua professione, poiché era solito intrattenersi con alcune delle sue pazienti oltre l'orario di lavoro e in atteggiamenti alquanto discutibili. Le donne in questione erano sempre più giovani di lui, single o sposate, italiane o straniere.

Ogni volta che l'uomo passava fuori casa il week end per un convegno, la donna sapeva che c'era dell'altro e che era solo una scusa.
La mia paziente non si capacitava del fatto che suo marito mancasse di accortezza, quasi come se volesse lasciare delle tracce con l'intento di essere scoperto.
Una volta le dissi che alcuni uomini lasciano tracce di proposito, perché vorrebbero essere colti in flagrante. Nel loro inconscio essere scoperti equivale a sentirsi liberi e con la coscienza a posto.
La mia paziente rispose che avrei potuto avere ragione. Dopotutto suo marito aveva fatto molto per lei: le aveva dato una bella casa, denaro da spendere, due meravigliosi figli da crescere ed aveva sempre lavorato molto. Tuttavia, non si era mai concesso del tempo da passare con la moglie e i figli, era sempre stato allergico alle mura domestiche.
Probabilmente, secondo la moglie, le relazioni extraconiugali andavano avanti da tantissimo tempo.
Quando la signora mi chiese il motivo per cui il marito si comportasse in questo modo, le dissi semplicemente che aveva poca importanza domandarsi il perché: occorreva piuttosto chiedersi quali conseguenze avesse prodotto sulla sua vita e, in particolare, sulle vite di chi gli stava intorno (i familiari).
La signora avrebbe potuto continuare a raccontarmi le sue pene, descrivermi il suo senso di vuoto e solitudine, ma c'era solo una domanda che avrebbe dovuto porsi in proposito, ovvero se fosse disposta a tollerare oltre le scappatelle del marito, oppure se avvertisse l'esigenza di separarsi da lui. Suo marito non avrebbe cessato il suo comportamento: in più di un'occasione aveva confessato alla moglie che quella era la sua valvola di sfogo e non avrebbe interrotto per nessuna ragione.
Così la donna mi guardò dritta negli occhi dicendomi che probabilmente l'uomo sarebbe cambiato, era solo questione di tempo e certo lei gliene avrebbe concesso ancora pur di restare con lui.

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